Le bici ritornano prepotentemente in voga, non per svago ma per esigenze economiche. Clima permettendo e distanze accettabili, la fanno preferire all'auto privata e mezzi pubblici. Pedalare non costa nulla e si rimane in libera autonomia di movimento.
L'unico boom commerciale in Italia, oggi, è la vendita di bici che hanno largamente superato quelle delle quattro ruote.
In tempi migliori, non molto lontani, le domeniche mattina, si andava in bici per svago.
Oggi per lavoro, per muoversi nel quotidiano, per esigenze economiche.
Ritorna ad essere un mezzo d`utilità come nel dopoguerra e sono ritornati, in forza, anche i "ladri di biciclette"
Uscire in auto, anche se con l'anziana utilitaria, ridiventa un'evasione da giorno di festa. E magari il Lunedì mattina senti dire sul lavoro tra colleghi ,battute tipo, "che bello, ieri abbiamo fatto un giro in macchina".
Insomma un piccolo lusso.
Sembra un'esagerazione? Magari lo fosse. Non è certo un'esagerazione, nè un caso, che i consumi di carburanti nell'anno ormai finito, sono crollati.
Speriamo che chi s'appresta a governarci, non coglierà questa austera necessità, per inventare e appiopparci qualche nuova tassa sulle "pedalate", o sarebbe meglio dire "pedate". Sì, "pedate", quelle che subiamo passivamente e senza vergogna, senza amor proprio. La miseria non è una vergogna, vergogna è arrendersi senza lottare.
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