Vorrei scrivere delle riflessioni su alcuni temi che in questo periodo stanno particolarmente influenzando l'esistenza della gente comune.
In primis c'è la grave crisi economica che sembra coinvolgere un poco tutti e a tutti i livelli.
Sembra che abbiamo smarrito i punti di riferimento.
Camminiamo una strada sconosciuta con l'ansia di trovarci all'improvviso difronte una presenza ostile e malvagia di cui non riusciamo a immaginarci le fattezze. Come uno spettro minaccioso nascosto in noi stessi che non riusciamo più a dominare, a celare, a tenere segregato nel profondo del nostro essere.
Egli ha più facce e vari nomi. Angoscia, incertezza, pessimismo, depressione, disorientamento.
Il percorso appare sempre più difficile e faticoso. Non riusciamo a vederne la fine.
Abbiamo dimenticato da dove veniamo e non sappiamo dove andremo.
Non abbiamo più chi, quella strada l'ha fatta, a darci coraggio, speranza.
Ci siamo allontanati troppo dall'appiglio, dal punto fermo. Abbiamo esagerato e ancora esageriamo
nella paura di dover affrontare un percorso, dignitoso, ma a ritroso.
Un vecchio proverbio cinese recita " quando arrivi all' ultima pagina, chiudi il libro"
Ma questo coraggio ancora ci manca. Non sarebbe una resa. Al contrario. Sarebbe un ritorno alla vita. Alla
voglia di fare. A tracciare nuovi solchi in cui seminare speranza, la cugina della gioia, liberi dai falsi idoli e
ingannevoli immagini esistenziali.
Bisogna ricredere in noi stessi. Noi siamo molto più di ciò che sembriamo. Non seguiamo le nostre ombre
poiché è naturale il contrario.
