mercoledì 3 agosto 2016

I cambiamenti




Noi giovani degli anni 60, ascoltavamo frequentemente dagli adulti, i racconti del loro passato fatto di privazioni e ristrettezze.
Vuoi per la giovane età, vuoi per l'ottimismo e il diffuso benessere di cui un po' tutti godevamo in quel periodo, quelle situazioni  piene di miseria e rassegnazioni, ci sembravano esageratamente amplificate, lontane e irripetibili.

Oggi, noi "ex giovani", non raccontiamo del nostro "bel tempo che fu", forse perché ci sentiamo un po' in colpa, forse per empatia a questa nuova generazione
                                                    "in cambiamento".

Ma perché tiriamo in causa "il tempo" o "l'epoca" nelle vicissitudini umane ?
Che significa dire "erano altri tempi" ?
Sarebbe corretto e sensato, parlando del passato, dire "erano altre persone",  sia nel bene, sia nel male.
I tempi cambiano, perché le persone cambiano.
Cambiano i contesti sociali, perché altre generazioni ne costituiscono la cultura, le tendenze, le abitudini, l'economia e perfino la morale.  
Non può esserci degrado e miseria perenne,  come non può esserci progresso e benessere continuo.
Le strade in salita, sono faticose, ma portano in alto. Difficile è, resistere il più possibile.

Tutto quel che esiste, esiste perché "resiste" ai perpetui cambiamenti.

Burza

lunedì 1 agosto 2016

Il cane e il passerotto

Impariamo a riflettere
Seduto sulla panchina davanti alla Chiesa, osservavo un passerotto impegnato a beccare un tozzolo di pane  a terra.
Al passaggio delle persone, la sua fame gli faceva vincere la paura e non svolazzava via.
Poi è arrivato un grosso cane. Non era un randagio.
Animale di razza, ben curato e di certo, ben nutrito.
Certamente il cane di qualche commerciante (incivile) del posto  lasciato in libertà a soddisfare i  bisogni fisiologici.

Ha messo in fuga il passerotto e prima di proseguire, con un solo boccone ha ingoiato quel pezzo di pane.
Qualche minuto dopo è ritornato l'uccellino. Il suo pasto sparito. Era servito a chi non serviva.

E' questa la vita. Crudele, meravigliosa, tiranna, magnanima, bella e brutta.
La vita è quella che noi percepiamo essere.
Il cane "signore" tornerà al guinzaglio,  ai comandi del suo padrone e il passerotto volerà "libero" a cercare altrove.
Per  chi dovremmo avere più compassione riguarda esclusivamente la nostra intima visione della vita.
Non abbiamo davanti il classico bicchiere "mezzo vuoto/mezzo pieno"
Non è questione di ottimismo/pessimismo, di punti di vista.
Se sono assetato il bicchiere mi sembrerà "mezzo vuoto", al contrario, mi apparirà sufficientemente "pieno".
Appare evidente quanto siamo influenzati da esigenze/interessi personali.
Ne scaturisce un giudizio condizionato, come spesso accade nel quotidiano.

Impariamo a riflettere !