martedì 28 novembre 2017

Gli Italiani e i cultori della "desistenza"






   Siamo nel fango, fatichiamo a respirare, piangiamo e mendichiamo,         ma non osano a uscire
dalla gabbia della "desistenza".





Desistono a intraprendere, con fermezza e serietà, quanto assolutamente necessario ai cambiamenti ;
Desistono ad assumere responsabilità decisionali ;
Desistono ad esprimere opinioni contrastanti il falso buonismo e l'imperante ipocrisia ;
Desistono all'opporsi con fermezza, energia e continuità, all'ingiustizie e vessazioni ;
Desistono all'esistenza, perchè contraria alla desistenza che è madre del vaquo apparire.

  Burza

venerdì 12 maggio 2017

Guardarsi indietro....ma con vera empatia !

Guardarsi indietro….ma con vera empatia

Guardarsi indietro solo per compiacersi di non essere ultimo, è un atteggiamento di assoluto egoismo e miseria interiore.
Non si può stare meglio, vedendo chi sta peggio.
Se, come puoi e, non per vanagloria o altro intento, tendi una mano a chi è dietro, scoprirai, con gioia perché non atteso, la mano tesa di chi ti è davanti.
Si chiama empatia, genera altruismo e produce amore che genera amore.

                                                                                                  ENas

domenica 2 aprile 2017

Vivere !


Vivere !

Quando, in salute, percepisci la stanchezza e l'apatia al "vivere",  allora è giunto il momento di una introspezione :

  1) Ti senti vecchio e hai perso stimoli e interessi ?
  2) Sei in guerra con il prossimo ?
  3) Credi di essere sempre nel giusto e poter giudicare ?
  4) Credi  che tutto ti sia dovuto ?
  5) Credi nella fortuna e nel destino ? 

             Ora, sarà necessario fare qualche riflessione.

1)
La vita non è la somma degli anni. La vita è la capacità di provare      sentimenti, emozioni. Di sopportare dolori, di saper apprezzare i piaceri. 
Di confrontarsi e coinvolgersi, di sbagliare e correggersi.
Ricorda, la vecchiaia intacca il corpo, non lo spirito.

2)
Il prossimo sei anche tu, fa pace con te stesso.

3)
Aprirsi al pensiero altrui, arricchirsi nel confronto e rispettare l'altro.

4)
Dare, gratifica più dell'avere.

5)
La fortuna è una bolla di sapone e il destino è la conseguenza del nostro agire.

    In breve :

La vita è anche il solo respirare, ma esistere, cioè esserci, è molto di più.

Non basta essere vivo, occorre, sempre e comunque, Vivere !


Burza

domenica 19 marzo 2017

Libertà: esiste ?

Libertàesiste ?
Ma è vero che per aspirare alla libertà, occorre immergersi nella solitudine ?
Schopenhauer dice di si !

…> Si può essere interamente sé stessi soltanto finché si è soli: chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli. <

Io credo che concedersi del tutto a se stessi, ogni tanto, sia indispensabile per
la crescita interiore.
Ma anche il confronto con il prossimo, è necessario per arricchire il pensiero ed  
elaborare riflessioni più approfondite, proprio in virtù della maggiore conoscenza del pensiero altrui.
Il confronto, lo sappiamo, è sempre costruttivo.
La libertà, non è sfuggire al prossimo isolandosi.
Anzi, la libertà, quella di pensiero, cioè "relativa" deve essere manifesta ed attuata col confronto.

La solitudine, al fine della "libertà relativa" , deve essere solo uno sporadico e moderato distacco dalla società, concesso alla meditazione e alla riflessione.

La libertà, è un miraggio che gli uomini rincorrono, pur sapendo di  non poterlo e volerlo, realmente  afferrare.
Siamo tutti schiavi di qualcosa , di qualcuno o di noi stessi.
Alcuni con catene più lunghe, tanti con catene più corte.
Viviamo condizionati inconsciamente dal giudizio altrui, anzi noi siamo, per immagine riflessa, quello che gli altri di noi vedono e giudicano.
Se ti isoli sarai considerato dai più, un asociale, un disadattato.
Se credi di poter essere uno "spirito libero" devi gridarlo al mondo, nel mondo vivo e non nel deserto.
Quando, nella considerazione sociale, sarai riconosciuto come persona libera da
sudditanze e unico responsabile delle tue azioni, allora crederai  di aver vinto la tua personale guerra con la società e di essere un "essere" libero in quanto riconosciuto come tale.

Crederai, illusioramente, perchè anche i  tuoi pensieri, le tue azioni e le scelte di vita, sono state influenzate e condizionate, dalla cultura contemporanea di massa, dal tuo intelletto, dalle tue pulsioni, dalla tua religione, anche se non ne hai una, perchè anche l'ateismo è una fede.
Al massimo, sei un anticonformista, un "libero contestatore", cosa tanto diversa da "uomo libero".

L'uomo, davvero libero, non esiste.
Diversamente, non sarebbe più un essere umano.
         
In definitiva, l'uomo se riuscisse a percepire la "libertà assoluta" ne sarebbe terrorizzato perché, per sua natura, è un animale da branco.
Ha bisogno di dipendere o comandare, di essere protetto o di proteggere, di credere o far credere, in qualcosa, in qualcuno e, cosa più importante, non ha certezze e non si fida pienamente di se stesso.
Da solo, in piena libertà, sarebbe, senza punti di riferimento, perso.  
La vita è perennemente connessa alle sudditanze fisiche, psichiche e sociali.
Liberarsi da esse significa morire e forse, neanche questo è definitivo, se con la morte fisica entriamo, o meglio, siamo sottomessi, ad un'altra dimensione.
Ma questo, è un altro argomento. 


Burza