sabato 26 ottobre 2019

Azione e rAzione





Azione e rAzione

Due amici di vecchia data passeggiano parlando di banalità e altre frivolezze.
Si conoscono da molti anni e hanno interessi e caratteri molto diversi, ma ciò nonostante, stanno bene insieme proprio per la loro diversità che stimola sempre un costruttivo e amabile confronto.

Il più anziano, insegnante in pensione, è un filantropo senza portafoglio, l'altro un commerciante, prossimo anch'egli alla pensione, un abile cultore nel suo lavoro, della ''cortesia da mercante''.
Ad un certo punto, il filantropo, con tono serio e perentorio, chiede all'amico :

«preferiresti avere un milione di euro o un milione di amici ?» 

il commerciante, riflette un attimo e con fermezza risponde :

«un milione di amici !»

Il filantropo apprezza molto la scelta non materialista dell'amico  ed elogiandolo, incomincia un sermone sulla vera ricchezza che non è data dal denaro, ma dalla capacità di saper amare il prossimo condividendone i problemi, la disponibilità al conforto, all'aiuto morale.
Aggiunge, inoltre, che secondo lui, una persona ricca ha spesso il dubbio di essere ben voluta e rispettata per quello ''che ha'' e non per quello ''che è'', di conseguenza diventa inconsciamente diffidente e questo sentimento negativo incrina un rapporto di sincera amicizia e,  tirando un sospiro, conclude con il famoso detto :
   «chi trova un amico, trova un tesoro»

A questo punto il commerciante sbotta :
«appunto, la questione è proprio questa, un milione di euro sono pochini rispetto ad un milione di amici.  Se questi ti fruttano cinque euro ciascuno, lo capisci che ne prendi cinque di milioni di euro ?» 

e aggiunge dopo una breve pausa :

«tu sai che io ho l'anima del commerciante, l'indole al profitto economico, quindi per me la scelta è stata naturale. Per una questione di numeri, preferisco il milione di amici che potenzialmente possono concretizzare un introito ben superiore al milione di euro. 
Piuttosto tu, che sei un altruista e, non offenderti, con risorse economiche appena sufficienti alla tua dignità, dovresti preferire il milione di euro per aiutare, anche economicamente, chi ha bisogni primari di sopravvivenza. 
Come vedi, io sono coerente con la mia natura materialista, tu come benefattore, non lo sei del tutto perchè non capisci che lo spirito (buone azioni, empatia, amore), ha bisogno anche del corpo (denaro, beni primari). 
E' vero, non si vive di solo pane, ma se ti manca anche quello ?»

il filantropo, accennando un sorriso in una mimica d'assenso, pacatamente ribatte :

«caro amico, la tua riflessione è una ulteriore conferma di quanto sia importante e necessaria la diversità di pensiero degli uomini, che nel sereno confronto, si arricchiscono, crescono, si migliorano. 
 Io sono propenso all' azione di bene, tu alla razione di beni.
  Sono entrambe necessarie.» 
     
    Enas

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