lunedì 6 aprile 2020

nella tempesta

          Nella tempesta




L'uomo, dal principio, in tutte le epoche, ha sempre dovuto subire il dominio della natura sulla sua umana fragilità.
Ecco, appunto, la natura.
Ogni tanto ci ricorda universalmente che siamo, comunque, a lei sottomessi nonostante i progressi raggiunti.


E' vero, siamo usciti dalle caverne, abbiamo le comodità di una casa, possiamo parlare e vederci in video chiamate, viaggiamo per terra, mare e aria in tutta comodità e velocità, abbiamo messo piede sulla luna e scrutato il cosmo.

Ma sfidiamo continuamente la sua sovranità e la feriamo, con gli inquinamenti e sopratutto, con la superbia di chi crede di poterla assoggettare e modificare a proprio piacimento.
Volendo sceneggiare questa situazione, immaginiamo un bambino che pesta un piede ad un gigante.

Quel "bambino" non è lo scaltro Davide e quel "gigante" non è lo sprovveduto Golia.
Quel "bambino" è, appunto, il bambino incosciente e capriccioso con tutti i suoi limiti.
Quel "gigante" è il Padre provvido di quel "bambino".

Un bambino deve crescere, ma deve anche essere educato e redarguito quando si illude di essere padrone del "tutto" pur non essendolo neanche di se stesso.
Il "gigante", la natura, ovvero il "Padre" ogni tanto farà sentire la sua voce.
Le malattie, le epidemie, i terremoti, sono i suoi rimproveri, la sua voce.

Allora ci rendiamo conto della nostra vulnerabilità, della piccolezza del nostro "essere"  al confronto con quel "gigante" che non è un castigatore ma neanche, e giustamente, un "Padre" perennemente passivo alle pedate di bambini che mai ringraziano per i doni ricevuti ma si impauriscono e si lamentano per i castighi inflitti, percepiti come ingiusti e crudeli, per poi, passata la sventura, ricadere nelle stesse mancanze e vanaglorie.

Nella tempesta il marinaio impreca, si dibatte, ha paura ma impara.
Impara ad apprezzare il bel tempo e aver rispetto e fiducia in quel "gigante", ovvero "Il Padre".
Chi non ha mai navigato nella tempesta, non può definirsi un vero marinaio, quindi anche le tempeste servono. 
Servono a migliorarci e crescere.
     
                 Burza

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