
L’Indifferenza Un diffuso luogo comune attribuisce all'indifferenza il primato del peggiore tra i mali.
E' opinabile ?
E' soggettivo ?
Sarà vero ?
Una cosa è certa, l'unica “verità assoluta” che possiamo senz'altro affermare, è che nessuno può vantarsi di conoscerla.
Possiamo, però, fare delle riflessioni, dei ragionamenti stando attenti a non lasciarci condizionare da visioni troppo personali, bensì disponendoci ad aprire la mente al pensiero comune e generalizzato e quindi individuare le possibili cause che lo determinano.
Allora proverò ad argomentare su questo luogo comune.
I mali, quali sono ?
Tutti noi, purtroppo ne abbiamo conoscenza, in diverse misure li subiamo o li procuriamo.
La cattiveria, l’invidia, l’egoismo e perfino l’odio, sono sentimenti, negativi, ma comunque sentimenti, cioè vita in quanto modellati dal temperamento individuale, dall’esperienza personale, dall'intelletto e dai valori morali posseduti.
La cattiveria può essere debellata dal ravvedimento, l'invidia sconfitta dalla gioia, l'egoismo annullato dall'altruismo, l'odio cancellato dalla tolleranza, dal perdono e addirittura può diventare amore.
Insomma, quanto produciamo nella mente possiamo sempre modificarlo o cambiarlo.
Ma l'indifferenza cos'è ?
Molto semplicemente, l'incapacità di provare qualsiasi sentimento, sostanzialmente diversa dall'apatia che è negazione consapevole di sentimenti e passioni, cioè una scelta e le scelte sono possibili quando si ha coscienza di alternative.
L'indifferenza non è una scelta, è disumana inerzia sociale e morale, passività esistenziale.
L'indifferenza, nel “posseduto”, è il coma dello spirito.
Un essere “non essere”.
Il “posseduto” è come un albero senza linfa vitale, non buono neanche per il fuoco, perchè le sue fiamme non riscaldano, non danno luce né conforto a nessuno.
Quelle fiamme bruciano solo in quel “non essere” prigioniero della sua stessa oscura e gelida solitudine esistenziale, o meglio, indifferenza.
E’ un morto, ma non può saperlo perchè non ha mai conosciuto la vita.
Non è una vittima, non è un malato, è “solo” ai confini dell'umanità.
Concludendo
L'indifferenza è il peggiore dei mali ?
Per milioni di sofferenti, bisognosi, filantropi e altruisti : SI ;
Per milioni di egoisti, apatici, prepotenti e insensibili : NO (ma tra questi si celano tanti “indifferenti” dicasi anche “posseduti”)
Burza
Possiamo, però, fare delle riflessioni, dei ragionamenti stando attenti a non lasciarci condizionare da visioni troppo personali, bensì disponendoci ad aprire la mente al pensiero comune e generalizzato e quindi individuare le possibili cause che lo determinano.
Allora proverò ad argomentare su questo luogo comune.
I mali, quali sono ?
Tutti noi, purtroppo ne abbiamo conoscenza, in diverse misure li subiamo o li procuriamo.
La cattiveria, l’invidia, l’egoismo e perfino l’odio, sono sentimenti, negativi, ma comunque sentimenti, cioè vita in quanto modellati dal temperamento individuale, dall’esperienza personale, dall'intelletto e dai valori morali posseduti.
La cattiveria può essere debellata dal ravvedimento, l'invidia sconfitta dalla gioia, l'egoismo annullato dall'altruismo, l'odio cancellato dalla tolleranza, dal perdono e addirittura può diventare amore.
Insomma, quanto produciamo nella mente possiamo sempre modificarlo o cambiarlo.
Ma l'indifferenza cos'è ?
Molto semplicemente, l'incapacità di provare qualsiasi sentimento, sostanzialmente diversa dall'apatia che è negazione consapevole di sentimenti e passioni, cioè una scelta e le scelte sono possibili quando si ha coscienza di alternative.
L'indifferenza non è una scelta, è disumana inerzia sociale e morale, passività esistenziale.
L'indifferenza, nel “posseduto”, è il coma dello spirito.
Un essere “non essere”.
Il “posseduto” è come un albero senza linfa vitale, non buono neanche per il fuoco, perchè le sue fiamme non riscaldano, non danno luce né conforto a nessuno.
Quelle fiamme bruciano solo in quel “non essere” prigioniero della sua stessa oscura e gelida solitudine esistenziale, o meglio, indifferenza.
E’ un morto, ma non può saperlo perchè non ha mai conosciuto la vita.
Concludendo
L'indifferenza è il peggiore dei mali ?
Per milioni di sofferenti, bisognosi, filantropi e altruisti : SI ;
Per milioni di egoisti, apatici, prepotenti e insensibili : NO (ma tra questi si celano tanti “indifferenti” dicasi anche “posseduti”)
Burza
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